3 marzo 2014

Ciao Mario

A volte avvengono degli incontri fugaci che tornano come dei déjà-vu.
Mario Lodi l’ho incontrato per la prima volta sui banchi di scuola, il suo “Cipì” era entrato volando dalla finestra della classe, la stessa che guardavo malinconico, triste per  non poter stare in campagna, in compagnia dei nonni con i quali avevo passato gli anni più innocenti. Quando sei piccolo non ricordi i nomi dei grandi, ma ti rimangono impresse le grandi cose che fanno per i piccoli, e così anche se negli anni successivi avevo dimenticato  il nome di Mario Lodi, ricordavo molto bene quel Cipì, che suonava sghembo ma tenero, quel disegno di bambino in copertina  e quel sapore allo stesso tempo rassicurante e nostalgico che certe storie sanno trasmettere.
Quasi vent’anni dopo incontro nuovamente Mario Lodi, questa volta è “Il Soldatino del Pim Pum Pà” che bussa alla porta… non sarà mica il “nero gendarme”? Leggo, si aprono nuovamente le tende della fantasia, e vedo delle immagini buffe balenare nell’aria, questa volta posso… anzi devo! …dar loro una forma, che responsabilità! Ma vien tutto da sé, perchè la storia è come una magia e prende vita da sola.
Caro Mario, con il tuo soldatino del Pim Pum Pa mi hai insegnato che il reale e il politico possono diventare forti del buffo e dell’immaginifico, che l’unione fa la forza e che vale la pena di perseverare nella giustizia e nella correttezza.

Ciao Mario, non ci siamo conosciuti di persona ma siamo comunque riusciti a stringerci la mano, tu con una parola ed io con un disegno.